"Ha avuto tanti dispiaceri"
Ecco una frase con la quale mia madre attenuava il suo giudizio sul mondo (perlopiù femminile).
Nel 1985 la rivista francese «Libération» chiese a quattrocento scrittori di tutto il mondo di rispondere alla domanda pourquoi ecrivez-Vous? Patricia Highsmith rispose con un minuzioso, analitico resoconto delle regioni della sua fantasia.
«...Sono ansiosa per natura. Se ho comprato il biglietto del treno, m'immagino sempre di avere cinque minuti di ritardo, malgrado i miei sforzi per arrivare una mezz'ora prima. Nella vita non perdo mai il treno, ma l'idea di farlo mi inquieta. Allora invento intrighi in cui arriva il peggio, o in cui l'eroe ha paura che arrivi il peggio.
Non so se questo mi dà sollievo o no. Intrighi come questi non possono che aggravare la mia angoscia innata. Ho scritto anche storie di omicidi, senza comprendere bene quello che si prova quando si è soppressa una vita. Forse è qui per me il fascino: nonostante tutti gli sforzi non riuscirei mai a capire questa forma eccezionale di colpevolezza. Non riesco a immaginare di vivere senza scrivere. Non farei che esistere, la vita sarebbe noiosa e reale, senza voli verso un altro mondo, senza riso, senza soddisfazione...»: