...en mi ya no queda ni luz ni alegrìa, que tu recuerdo es el daño màs fuerte que me hago yo misma por vivir sonãndo con que tu regreses arrepentido....
“Ho imparato a non temere la morte, io che muoio una volta al giorno. Ho imparato a farmi beffe della vita, io che vivo così poco. Ho imparato a non provare amore il mio cuore di legno mi ha aiutato”.
"Ciao tesoro" ci siamo abbracciati, ci siamo baciati sulla guancia. Ci siamo fermati e guardati . Poi ancora baciati sull'altra guancia. io so, lo so, che esiste un nostro linguaggio nel quale questi gesti che sembrano niente contengono la più soppressa delle passioni.
"Se proviamo dell'interesse per qualcuno che prova nei nostri confronti un interesse maggiore di noi, bisognerebbe innanzitutto costringerlo a parificare il suo interesse col nostro costringendolo ad amarci per chi siamo, non per chi crede o spera o vuole che siamo. Perché chi ama, vede se stesso, e chi è amato, purtoppo vede l'altro che si serve di noi per amare se stesso"
("Manuale della perfetta gentildonna" - Aldo Busi)
Non ricordo più quando sono morta. Se alla festa dalla quale me ne sono andata al momento di spegnere le candeline o il giorno che ho deciso di andare in vacanza in un posto più vicino. Forse sono morta quando ho sentito il bisogno effimero ma mordace di acquistare un servizio da otto di bicchieri di cristallo, immaginando cene e ospiti che poi non ho mai avuto.