Epico.
LIRICO o EPICO?
Gli uomini che inseguono una moltitudine di donne possono facilmente essere distinti in due categorie. Gli uni cercano in tutte la donna dei loro sogni, un'idea soggettiva e sempre uguale. Gli altri sono mossi dal desiderio di impadronirsi dell'infinita varietà del mondo femminile oggettivo.
L'ossessione dei primi è lirica: nelle donne essi cercano se stessi, il proprio ideale, e sono sempre e continuamente delusi perchè l'ideale, com'è noto, è ciò che non è mai possibile trovare. Poichè la delusione che li spinge da una donna all'altra dà alla loro incostanza una sorta di scusa romantica, molte donne sentimentali sono commosse dalla loro ostinata poligamia.
L'altra ossessione è un'ossessione epica e in essa le donne non trovano nulla di commovente: l'uomo non proietta sulle donne alcun ideale soggettivo, perciò ogni cosa lo interessa e nulla può deluderlo. E proprio questa incapacità di rimanere delusi ha in sè qualcosa di scandaloso. Agli occhi della gente, l'ossessione del donnaiolo epico appare senza riscatto (senza il riscatto della delusione).
Poichè il donnaiolo lirico insegue sempre lo stesso tipo di donna, nessuno si accorge che egli cambia amante; gli amici gli causano continui malintesi, perchè non sono capaci di distinguere le sue amiche e le chiamano tutte con lo stesso nome.
Nella loro caccia alla conoscenza, i donnaioli epici (e a questa categoria appartiene ovviamente Tomas) si allontanano sempe più dalla bellezza femminile convenzionale, della quale si stancano presto, e finiscono irrimediabilmente per diventare dei collezionisti di curiosità. Essi se ne rendono conto, ne provano un po' di vergogna e, per non mettere gli amici in imbarazzo, non si mostrano in pubblico con le loro amanti.
Milan Kundera (L'insostenibile leggerezza dell'essere)
EPPURE LEI è COSì BELLA.
Passeggiando per il centro ho incontrato T. Ci siamo fermati a chiacchierare. T. è un uomo molto, molto famoso, conosciuto in tutto il mondo. T. è simpatico, si aggirava in bicicletta con dei calzoncini corti e una t-shirt che a me pareva orribile, magari invece è una cosa fighissima.
Siccome lui è così interessante e famoso ed io sono mediocre e un po’ pedante, ho pensato bene d’interrompere la conversazione poco dopo, e di liberarlo dalla mia noiosità. Forse però mi avrebbe accompagnato nel mio giro di shopping. Tanti, tanti anni fa successe una cosa simile: ci incontrammo, mi fece compagnia tutto il giorno, poi tutta la notte. Fu divertente. Certe cose capitano solo d’estate e in città.
La sera mentre giravo in bicicletta ripensavo a lui. Anzi pensavo alla sua attuale e celeberrima fidanzata. Quale miglior balsamo per l’autostima sapere che un uomo che potrebbe scegliere tra milioni di donne, ha scelto te, proprio te?
In fondo la maggior parte delle donne vive la condizione opposta; non è eccitante pensare “mio marito sta con me perché non se lo prenderebbe nessuno” e viceversa. Per questo le mogli tradiscono i mariti e i mariti le mogli, per mediocrità. Perché non pare vero d’incontrare una seconda persona che s’interessi a loro, e perché questo interessamento dimostra che il loro appeal fa presa su più di una persona: su due tanto per cominciare.
Mentre mio marito durante la cena mi trattava di pezza, l’Ospite mi guardava con dolcezza. A fine serata, i saluti sull’uscio di casa. Abbracciando uno alla volta tutti gli invitati, ho notato quanto la moglie dell’Ospite sia incapace di abbracciare. Un finto abbraccio, di quelli che non ti lasciano entrare: durezza, paura, fioca energia.
Eppure lei è così bella.
"(...) Vede, giovanotto, credo che non abbiamo la stessa concezione della parola 'sentimento'. Per me voler fracassare la testa a qualcuno è un sentimento. Per lei, piangere sulla rubrica 'La posta del cuore' di una rivista femminile è un sentimento "
Igiene dell'assassino - Amélie Nothomb
Gary Hume

Sem fantasia
Chico Buarque
(1967)
"Vem, meu menino vadio
Vem, sem mentir pra você
Vem, mas vem sem fantasia
Que da noite pro dia
Você não vai crescer
Vem, por favor não evites
Meu amor, meus convites
Minha dor, meus apelos
Vou te envolver nos cabelos
Vem perder-te em meus braços
Pelo amor de Deus
Vem que eu te quero fraco,
Vem que eu te quero tolo,
Vem que eu te quero todo meu!
Ah, eu quero te dizer
Que o instante de te ver
Custou tanto penar
Não vou me arrepender
Só vim te convencer
Que eu vim pra não morrer
De tanto te esperar
Eu quero te contar
Das chuvas que apanhei
Das noites que varei
No escuro a te buscar
Eu quero te mostrar
As marcas que ganhei
Nas lutas contra o rei
Nas discussões com Deus
E agora que cheguei
Eu quero a recompensa
Eu quero a prenda imensa
Dos carinhos teus"
Ore 6:05. Ora la difficoltà è quella di non cedere al "vizio" di fissare nella memoria l'unico dettaglio orribile di una notte piacevole.
"Possedere un po' di talento è una cosa terribile, tormentosa, perché essere speciale soltanto un poco significa che ti aspetti troppo, per la maggior parte del tempo, e che ti piaci troppo poco"
Mary Robinson da "le Tue"