(Da una lettera di Mario Soldati al figlio Volfango. Lo scrittore si rivolge al figlio dopo che questi ha abbandonato il set del film “Casanova”, di Federico Fellini, dove lavorava come assistente alla fotografia).
“(… ) Dunque lo shock che ho provato alla notizia che avevi abbandonato il film si identifica con l’accorgermi che non amavi abbastanza il cinema. E adesso, il mio timore è questo: che non ci sia niente al mondo che tu ami abbastanza, bada non mi riferisco soltanto a un mestiere, a una professione, a una cosa qualunque che tu faccia: temo che tu non ami né le persone, né una persona, né la vita stessa, anche se questo timore mi sembra assurdo. Con l’amore si sopporta tutto. E senza amore, invece, si trova tutto, sempre, molto difficile e molto doloroso: anche se capita di vincere al Totocalcio mezzo miliardo” >
(Mario Soldati - 1976)>